Docks Dora

(Torino, 2012) 

Fotografie di
Winifred Chiocchia

Era il 1912 quando i treni cominciarono a scaricare le merci sulle banchine di via Valprato, i doganieri a riscuoterne i dazi di arrivo e partenza, le ditte all'ingrosso a stivarle nei freschi seminterrati o a farle salire al piano superiore a bordo di ascensori con la targa paradossale: "Portata massima una tonnellata - vietato il trasporto di persone". 
Scampati alla seconda guerra mondiale con la perdita del padiglione E sotto le bombe, i Docks Dora assolsero con diligenza, fino alla metà degli anni Settanta, il compito per cui erano stati progettati. Magazzini, certo, ma anche porta commerciale dove ciò che era dentro le mura urbane entrava in contatto — si nutriva, letteralmente — di ciò che le trafile di vagoni portavano dall'esterno.

(liberamente tratto da Piccola Storia dei Docks di Luigi Murri)

Luogo di contaminazioni e terra di connubi, tra gli anni '90 ed il 2000 sede di esposizioni, attività culturali e locali notturni, poi, nuovamente abbandonato a se stesso.
Varcando il portone d'ingresso, ci si trova innanzi alla fatiscente cittadella del passato che ha sconfitto restyling e piani edilizi e che al suo interno, racchiude una storia lunga cent'anni.
Nel 2012 infatti, i Docks Dora hanno festeggiato il loro centenario.
In occasione di tale evento, grazie ad artisti, curatori e storici dell'arte, essi hanno riaperto i battenti donando a tutti coloro che già li conoscevano e ricordavano, la possibilità di incontrare uno spazio nuovo e rinnovato.

Winifred Chocchia 

Questo portfolio ha conseguito il massimo dei voti all'esame finale della materia Progettazione dello Stile 1 - Territorio, docente Fulvio Bortolozzo, nell'ambito del Corso Triennale di Fotografia coordinato da Enzo Obiso all'Istituto Europeo di Design di Torino (a.a. 2011-2012).